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Il Piano di Recupero ‘Ponti Rossi’ riguarda la trasformazione dell’area attualmente occupata dalla fabbrica di ceramiche ormai dismessa nel Comune di Napoli. L’intervento prevede la demolizione e ricostruzione a parità di volume delle cubature preesistenti e la realizzazione di residenze e, al piano terra, di spazi per il commercio e di opere pubbliche. I due nuovi edifici hanno disposizione reciproca ortogonale. L’uno è tripartito, con i tre corpi di altezza diversa, crescente dai 5 ai 6 ed ai 7 piani fuori terra, oltre ai piani terreni. Il volume più basso dei tre, collocato in prossimità della sede stradale, è anche il più corto, mentre il più alto è quello con maggiore sviluppo longitudinale, e fronteggia la piazza pubblica. E’ servito da tre corpi scala che distribuiscono gli alloggi ad ogni piano. Un cortile di dimensioni 10 x 10, collocato al centro del volume mediano, garantisce luce agli alloggi anche nella parte più profonda del corpo di fabbrica.
Il complesso si trova ad essere cerniera di una serie di ambienti urbani, con la via Ponti Rossi che descrive un’ampia curva salendo sulla collina di Capodimonte.
Lo spazio racchiuso dai volumi degli edifici è trattato come una grande piazza urbana, luogo di passaggio e di sosta, su cui affacciano negozi e residenze. Il quartiere oggi è povero di occasioni di socialità. Il progetto provvede al collegamento delle diverse quote, con una particolare attenzione alla ricchezza degli spazi urbani e dei percorsi fra gli edifici.
Il secondo edificio nasce sul sedime del volume della fabbrica, da cui mutua l’impronta planimetrica. E’ un corpo di fabbrica di forte spessore, della larghezza di 18 metri, di cinque piani oltre piano terra ed attico. E’ disposto sul dislivello del terreno; pertanto il piano terra è a quota zero nel fronte sud e contro terra nel fronte nord, verso il parco pubblico. Ospita funzioni commerciali e residenziali.
In considerazione delle condizioni climatiche ed ambientali napoletane, ogni alloggio dispone di uno spazio all’aperto, intorno al quale si organizza lo spazio della casa. Le tipologie sono studiate in funzione delle migliori condizioni ambientali di illuminazione ed esposizione al sole. Nonostante la ragguardevole profondità dell’edificio, vincolata dal rispetto della sagoma della fabbrica preesistente, è stata posta una grande attenzione al controllo del microclima.
Il complesso conclude un grande isolato urbano ed accoglie le basse volumetrie delle preesistenze in un paesaggio urbano completamente ridisegnato. Un grande parco pubblico collega le diverse quote della città, proponendosi come percorso alternativo alla strada veicolare. La memoria della fabbrica è conservata nella copertura metallica dell’edificio “B”; questo rispetta la dimensione planimetrica del precedente
opificio. Le logge disegnano il prospetto dell’edificio, in un gioco di raddoppio del partito architettonico che dissimula l’altezza del corpo di fabbrica. Dal fronte nord dell’edificio “B” si accede ad una quota di due piani superiore a quella della piazza centrale, sul lato opposto. Questo dato topografico diventa occasione per una variazione tipologica attenta alle condizioni urbane del contorno. L’edificio si modella sul suolo e ricerca la migliore integrazione con il quartiere in cui si inserisce.
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Intervento di recupero – Complesso residenziale Piano di recupero di iniziativa privata - Ambito n.20 “Ponti Rossi “, Nuovo complesso residenziale Ex fabbriche Chiurazzi e Visconti - Capodimonte, Napoli
2011 - 2009
Napoli
committente:
EPC s.r.l.
oggetto:
progetto definitivo per la richiesta del Permesso di Costruire, progetto esecutivo
consistenza:
mq 14.400 ; mc 48.200
modalità di incarico:
affidamento diretto
in fase di realizzazione
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